Il paese
Haiti occupa la parte occidente dell’isola di Hispaniola, che divide con la Repubblica Dominicana. La capitale è Port-au-Prince con 2 milioni di abitanti. Possiede un’estensione di 27.560 Kmq, pari a quella del Belgio, conta circa 8 milioni di abitanti ed è il paese più povero dell’America Latina. Occupa gli ultimi posti nell’indice dello Sviluppo Umano del PNUD. Il 70% della popolazione vive in condizioni di povertà e il 65% si dedica all’agricoltura di sussistenza, resa ardua dalla deforestazione e dai cicloni tropicali, che causano ogni volta la morte di centinaia di persone. Segnata da colpi di stato, dittature e disordini, nel 2004 una rivolta popolare ha costretto il presidente Jean Aristide a lasciare l’isola. Nel 2006, tra proteste e accuse di brogli, è stato eletto René Preval. La popolazione è prevalentemente rurale e coltiva piccoli appezzamenti di terreno situati attorno alle abitazioni. L’istruzione è obbligatoria ma i costi sono elevati e molte famiglie non possono permettersi di mandare i figli a scuola. L’analfabetismo si avvicina al 55%. Il terremoto che ha devastato Haiti il 12 gennaio 2010 ha messo in ginocchio un paese che versava già in condizioni disastrose.
Il contesto
Il fenomeno dell’inurbamento ha causato la crescita di enormi baraccopoli in cui vivono migliaia di persone in condizioni di estremo disagio e dove mancano le infrastrutture (elettricità, acqua, strade, scuole). La popolazione vive di espedienti e la criminalità è assai diffusa.
Una delle cause dei profondi problemi sociali che questo paese vive, deriva dal fatto che l’istruzione è sempre stata o assente o molto approssimativa. Le scuole pubbliche sono poche e malstrutturate, mentre le molte scuole private hanno generalmente finalità lucrative e sono accessibili solo a pochi. La questione si è aggravata con il terremoto del 12 gennaio 2010, che ha provocato il crollo e l'inagibilità di molte scuole.
Vai alla scheda paese
Vai alle immagini