Scheda paese - Solidaria
 

Scheda paese

MOZAMBICO


 

Nome ufficiale: República de Moçambique
Indice di sviluppo umano: 172° posto su 182 paesi

GEOGRAFIA
Area
: 801.590 km²
Costa: 2.470 km
Clima: tropicale
Risorse naturali: carbone, titanio, pesca
Terra: Arabile (72,63%), coltivata (4,79%)
Disastri naturali: uragani, inondazioni
Problemi ambientali: erosione del suolo e deforestazione

POPOLAZIONE
Abitanti: 20.905.585
Gruppi etari: 0-14 anni (44,03%), 15-64 anni (52,8%), +65 anni (2,9%)
Età media: 18,7 anni
Tasso di crescita: 2,51%
Tasso di mortalità infantile: 105,08/1.000 nati
Speranza di vita alla nascita:47,01 anni
Gruppi etnici: negri (99,66%), meticci (0,2%), indiani (0,08%), bianchi (0,06%)
Religione: cattolici (26,8%), islamici (17,8%)
Lingue: portoghese (ufficiale)
Tasso di alfabetizzazione: 48,2%

POLITICA
Capitale: Maputo 1.253.000 abitanti
Indipendenza: 25 giugno 1975 (Portogallo)
Costituzione: 1990 (ratificata 2004)

ECONOMIA
Moneta: metical
PNB (pro capite): 1.240 dollari

TRASPORTI e COMUNICAZIONI
Strade nazionali: 5.695 km
Ferrovie: 3.123 km
Aeroporti pavimentati
: 8
Porti:3
Stazioni televisive: 4


 
                 
 



 

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INFORMAZIONI GEOGRAFICHE

Il territorio è composto da due grandi aree: una pianura costiera bagnata dall’Oceano Indiano e da altipiani e rilievi nella parte centrale e settentrionale. Le altitudini maggiori si registrano in prossimità dello Zimbabwe (2.596 metri). Le coste sono basse e sabbiose e in alcune zone sono pantanose.
La maggiore concentrazione di popolazione si riscontra lungo le coste, specialmente nella parte meridionale, dove sono situate le maggiori città. Poco abitate le zone interne settentrionali e centrali. Le attività sono prevalentemente agricole pur se l’instabilità politica ha causato in passato grandi flussi migratori che hanno provocato l’abbandono di terre fertili e l’affollamento delle città.
Il clima è tropicale e semitropicale con due stagioni, una secca ed una umida. La savana caratterizza la maggior parte del territorio mentre le foreste sono situate prevalentemente al nord.

 
 

INFORMAZIONI STORICHE

1.Le origini

Mentre l’origine del nome Mozambico si fa risalire al nome di un sultano locale, Musa Mbiki, incontrato dai portoghesi in occasione del loro primo viaggio, la storia di questo Paese inizia nel periodo neolitico, come testimoniano alcuni resti di cerchie murarie diffuse in particolare nelle zone meridionali e centrali e che avevano la funzione di difendere villaggi abitati prevalentemente da popolazioni di origine Bantu, il gruppo linguistico più numeroso dell’Africa Australe, provenienti dalle regioni subsahariane del Niger.

Al termine del primo millennio si erano già sviluppate, lungo la costa del Mozambico, diverse località che commerciavano con il Medio Oriente e l’India, e si erano consolidati i regni di Maravi, situato tra l’attuale Malawi e il fiume Zambezi e di Monomatapa che si estendeva a sud dello Zambesi sino all’attuale Zimbabwe. Questa era la situazione all’arrivo di Vasco da Gama che, nel 1498, giunse sulle coste del Mozambico allo scopo di organizzare delle basi di appoggio per il rifornimento delle navi portoghesi dirette in India.
 

2. La dominazione coloniale
La presenza portoghese ben presto sostituì gli arabi nel commercio dell’avorio, dell’oro e degli schiavi e, nella successiva fase di penetrazione all’interno della regione, con i reami esistenti.

Mentre tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 vennero costruite diverse fortezze con lo scopo di difendere i primi insediamenti portoghesi, l’esplorazione e la conseguente colonizzazione dell’interno fu lenta e finalizzata inizialmente al commercio di schiavi e

di avorio. Solo a partire dal 1700 vennero organizzati i primi insediamenti agricoli ed iniziarono a giungere i primi ordini religiosi per l’evangelizzazione degli indigeni. Nel 1752 il Mozambico venne separato dall’amministrazione coloniale dell’India portoghese divenendo una colonia autonoma.

L’effettiva colonizzazione del Mozambico iniziò nel 1885, quando la Conferenza di Berlino stabilì le divisioni territoriali tra il Portogallo, la Germania e l’Inghilterra ed il Mozambico, sul modello di altre colonie europee, venne amministrato da grandi compagnie a cui lo stato portoghese concesse ampi territori (Compagnia del Mozambico nel 1888, della Zambezia nel 1892, del Niassa nel 1893,) e che avevano la funzione di veri e propri Stati dentro lo Stato, occupandosi della gestione del territorio, delle vie di comunicazione, dell’utilizzo di mano d’opera e del pagamento delle imposte. Alla fine del 1800 venne impostato un modello economico che affittava la mano d’opera maschile al Sudafrica e alla Rhodesia per essere utilizzata nelle piantagioni e nelle miniere, a scapito della promozione dello sviluppo economico interno.

A partire dal 1930 il governo portoghese introdusse le coltivazioni di cotone, tè, riso e zucchero, obbligando la popolazione indigena al lavoro forzato nelle piantagioni per sei mesi all’anno. Nel 1960, quando questo modello di sfruttamento terminò, in Mozambico vi erano oltre un milione di persone sottomesse al regime di lavoro obbligatorio locale.

 

3. La guerra di indipendenza e la guerra civile
Questa situazione originò diverse rivolte, tra cui quella di Mueda del 1960, che causò oltre 500 morti e dette origine al movimento di liberazione, il Frelimo, nato nel 1962.
Nel 1964 iniziò la lotta armata che si concluse il 25 giugno 1975 con il riconoscimento dell’indipendenza da parte del Portogallo.
L’abbandono dei portoghesi, che non avevano creato competenze professionali tra la popolazione locale, coincise con il crollo economico, spingendo il Mozambico a chiedere sostegno all’Unione Sovietica. Nel 1976 sorse la Resistenza Nazionale Mozambicana, un movimento anticomunista appoggiato soprattutto dal Sudafrica e da ex-coloni portoghesi, il cui obiettivo era la caduta del governo. Nel 1977 iniziò la guerra civile che si concluse dopo 16 anni con la firma dell’accordo di pace, avvenuto a Roma nel 1992 e alle prime elezioni nel 1994.
La firma dell’accordo di pace è stato il presupposto per lo sviluppo del Mozambico ed ha consentito la rapida riabilitazione e ricostruzione di gran parte delle infrastrutture sociali distrutte durante la guerra mentre il processo di democratizzazione si è consolidato nel tempo, accompagnato dalla privatizzazione dei principali settori di produzione.

 

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